FUORI SIPARIO
L’OSPITE
Ven 9 Apr | 21:00
Intero: 10,00€ – Ridotto: 8,00€
Aperitivo pre-show
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INFORMAZIONI
Compagnia: Compagnia Teatrale Maskere, Gruppo Teatro Tempo
Regia: Nadia Bruno
Autore: Marco Tosi
Genere: Giallo
TRAMA
L’ospite si svolge a Londra, all’inizio anni ’70. In un elegante salotto borghese, una famiglia rispettabile sta celebrando il fidanzamento della giovane Elisabeth con James, rampollo ed erede di un’importante famiglia.
La serata scorre tra brindisi e convenevoli, tra l’orgoglio paterno e il compiacimento di una rispettabilità ben costruita fino a quando l’atmosfera viene bruscamente interrotta dall’arrivo di un misterioso giornalista. I suoi modi sono insoliti, quasi fuori dal tempo. La notizia che porta è spiazzante: una giovane donna, Jane Taylor, si è tolta la vita. Inizia così una lenta, implacabile discesa nelle profondità dell’animo umano.
L’interrogatorio si trasforma in un vero e proprio processo morale, in cui ogni membro della famiglia – dietro maschere di rispettabilità, generosità o innocenza – è costretto a confrontarsi con il proprio ruolo nella vicenda. Nessuno è davvero estraneo. Nessuno è davvero innocente. In una sequenza di confessioni che assomiglia più a un esame di coscienza collettivo che a una normale indagine giornalistica, emergono i limiti, le ipocrisie, le crepe profonde di una classe sociale che si ostina a ignorare i segnali del cambiamento.
E poi, il colpo di scena. Sorprendente. Spiazzante. Quanto basta per far vacillare le ultime certezze. “L’Ospite” è un giallo morale, una lente puntata sulle responsabilità individuali in una società sempre più diseguale. Un testo lontano che parla direttamente anche al nostro presente.
Note di regia
Troppo facile voltarsi dall’altra parte. Troppo comodo nascondersi dietro il privilegio. Nella Londra di fine anni Sessanta, dove il sogno della Swinging London ha lasciato spazio a disillusione e fermento sociale, la famiglia Christie rappresenta l’ultimo baluardo di una borghesia che tenta disperatamente di conservare il proprio status. Un mondo fatto di apparenze, decoro e potere economico, ma attraversato da crepe profonde che nessuna festa in salotto può più nascondere.
In questo scenario in trasformazione, l’arrivo del giornalista non è solo un evento drammaturgico, ma l’irruzione violenta della realtà nella bolla ovattata di chi rifiuta di vedere.
La vicenda si snoda tra interrogatori e riflessioni, in un clima sempre più teso e claustrofobico. L’eco delle contestazioni di piazza, delle rivendicazioni operaie e dei primi movimenti femministi fa da sfondo alla serata della famiglia Christie, rendendo la loro ipocrisia ancora più stridente, la loro colpa più evidente.
Chi ha portato Jane Taylor al suicidio? È davvero solo una storia privata? O è il riflesso amaro di una società intera, incapace di assumersi responsabilità? Un testo che ha la tradizionale struttura del giallo, con la sua tensione crescente, ma anche un abile pretesto per smascherare cinismo e indifferenza, le “virtù” borghesi che il tempo non riesce a cancellare. I personaggi, ciascuno con le proprie contraddizioni psicologiche, diventano specchio dei conflitti dell’epoca.
Il finale, sospeso tra realtà e illusione, ci lascia con una domanda scomoda ma necessaria: quanto tempo ancora potremo ignorare ciò che sta accadendo davvero?
