Il conflitto non sembra avere fine, ma un regista ucraino, Valentyn Vasyanovych, lo aveva già raccontato alla mostra cinematografica di Venezia, nel 2021.

La tragedia ucraina arriva nella nostra sala, lo fa con Vidblysk (Reflection), come momento di approfondimento e sensibilità su quella tragedia Ucraina che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso. Non un film come tanti, non una scelta come tante, visto che Reflection già fece discutere all’ultimo Festival di Venezia, dove era nel Concorso Ufficiale. Vasyanovych non riuscì a vincere, come gli era riuscito due anni prima, con il bellissimo Atlantyda che si era aggiudicato il prestigioso Premio come Miglior Film nella categoria Orizzonti. Tuttavia questo è un film duro, potentissimo, ambientato tra la Crimea e il Dombass, in quell’Est Ucraina che dal 2014 è un inferno fatto di massacri, torture, una guerra civile che insanguina una terra scossa da secolari contrapposizioni. Il tutto da parte di un regista che è rimasto nella sua terra, per avere altre storie da narrare, altre verità da donare con il suo stile cinematografico, così personale, aggressivo quasi. Perché Reflection, non vi può lasciare assolutamente indifferenti.
Protagonista è il medico Serhiy (Roman Lutskyi), separato dalla moglie Polina (Nika Myslyc’ka) e con un rapporto problematico con la giovane figlioletta Ol’ga (Nadija Levčenko). Polina ora sta assieme a Andrij (Andrij Rymaruk), un militare, della cui morte sarà testimone proprio Andrij. Finito presso Donetsk ,in una delle zone più pericolose del paese, Serhiy verrà catturato dalle forze russe, picchiato, torturato e terrorizzato, verrà infine risparmiato perché considerato utile dagli aguzzini, che passano il tempo a massacrare nei modi più indicibili i prigionieri, tra cui Andrij. Nel corso di quella terrificante esperienza, Serhiy pur riuscendo ad uscirne vivo, ne verrà profondamente sconvolto nell’animo e nella personalità. Tornato a Kiev, nella parte di Ucraina non più coinvolta nel massacro, comincerà un lento e progressivo iter di ricostruzione della propria anima, ma soprattutto del rapporto con la figlioletta e con l’ex moglie. Tuttavia dovrà fare i conti con un disturbo da stress post traumatico implacabile, nonché con sensi di colpa, il difficile compito di dire la verità a due persone che aspettano inutilmente il ritorno di un uomo che egli ha visto morire. In segreto, cerca di riavere il corpo di Andrij, di ridare se non altro dignità al suo addio a questa terra.

Il film è in programma all’interno della rassegna “CrossRoads – crocevie del cinema”: scopri la programmazione e guarda il trailer…

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